Cosa accadrà in settimana sui mercati finanziari

Settimana piuttosto ricca di spunti, quella in corso di apertura. Cominciamo dal vecchio Continente, visto e considerato che in Europa usciranno alcuni dei principali dati macro riguardanti il territorio di riferimento: su tutti, segnaliamo la pubblicazione degli indici ZEW in Germania, con l’indice riguardante la situazione corrente in calo e quello sulle aspettative future, che invece è visto in rialzo, e ancora la stima finale del CPI, che dovrebbe confermare quanto emerso dalla lettura precedente.

Tra gli altri eventi di picco all’interno del continente europeo, segnaliamo altresì la riunione della Bank of England, con gli analisti che mantengono aspettative per un target rate invariato e ancora i dati sulla disoccupazione nel Regno Unito, con una crescita dei nuovi sussidi vista in aumento di 1.800 unità dopo un calo di 8.600 del dato precedente. Infine, sempre nel Regno Unito, sono viste in calo le vendite al dettaglio di agosto ed in aumento il CPI armonizzato di agosto.

Con particolare riferimento al mercato italiano, ricordiamo come sia prevista in aumento la produzione industriale di luglio su base mensile e stabile a -1 per cento su anno, a quella su base annua. Venerdì verranno pubblicati i dati sulla bilancia commerciale di luglio.

Concludiamo infine con uno sguardo agli Stati Uniti, che offre certamente un calendario macro economico più esteso e più vario. Tra i principali appuntamenti in agenda, ricordiamo giovedì i dati sulle vendite al dettaglio di agosto, viste in calo. In recupero da -4,21 a -1 punti l’indice Empire Manifatturiero di settembre, mentre è vista in calo la produzione industriale di agosto a -0,2 per cento su base mensile. La stima preliminare dell’indice dell’Università del Michigan è attesa in lieve aumento a 91 punti, e l’inflazione, sia headline che core è anch’essa vista in aumento rispettivamente a 1 e 2,2 per cento su base annua.

Di rilievo saranno anche i lavori preparatori per il FOMC del 20-21 settembre. Al di là delle dichiarazioni promosse negli ultimi giorni, secondo cui anche questa riunione Fed potrebbe essere quella buona per un rialzo dei tassi di interesse di riferimento, l’evidenza sembra premiare chi ritiene che in realtà, anche in questa occasione, vi sarà un nulla di fatto. L’esito dei prossimi dati macro sarà sicuramente in grado di orientare ulteriormente le mosse del Comitato…

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