Crediti deteriorati, i tedeschi stanno peggio di noi

Le banche tedesche? Forse stanno peggio di quelle italiane. Almeno, per quanto attiene il dato dei crediti deteriorati, tanto che Moody’s ha recentemente scritto che gli istituti di credito della Germania “hanno bisogno di 6,6 miliardi di euro per far salire il tasso di copertura sui crediti deteriorati fino alla media europea del 43%”.

L’agenzia di rating afferma infatti che la copertura media in Germania è del 35%, mentre in Italia è al 45%, in Francia al 51%, in Spagna al 46%. Le banche dei Paesi del Nord Europa sono sotto la media Ue: nei Paesi Bassi sono al 37% e in Finlandia al 34%. Ne consegue che se si guarda ai tassi di copertura, lo scenario europeo sulla qualità del credito si ribalta. I prestiti deteriorati lordi, cioè senza considerare le svalutazioni fatte negli anni, sono più elevati nei Paesi del Sud Europa, che hanno vissuto una recessione più profonda. In Italia la percentuale di esposizioni non performing è pari al 17% del totale contro il 3% in Germania. Le banche in Italia e Spagna hanno però fatto maggiori accantonamenti sulle esposizioni deteriorate – ricordava il quotidiano Milano Finanza.

“Anche se la qualità del credito in Germania è migliore rispetto alla media europea, un confronto degli indici di copertura tra i sistemi bancari europei evidenzia il livello relativamente basso di riserve per i prestiti problematici in Germania” – dichiara Moody’s, per cui la cifra di 6,6 miliardi di euro corrisponde al 27% del margine prima degli accantonamenti delle banche tedesche.

Alcuni banchieri, tra cui il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, ricordava ulteriormente lo stesso quotidiano finanziario, hanno osservato in più occasioni che il dato più importante sulle sofferenze è quello netto, poiché rappresenta il rischio che rimane ancora in bilancio per la banca. Inoltre, per valutare la reale rischiosità dell’attivo, bisogna considerare anche le garanzie e il recupero potenziale dei crediti nel tempo (40% entro cinque anni nelle liquidazioni, secondo un recente studio della Banca d’Italia).

Ebbene, nonostante questo elemento, alcuni analisti e soprattutto i supervisori Bce si concentrano sui dati lordi ovvero sul totale dei crediti deteriorati, senza contare gli sforzi effettuati in termini di accntonamento. Una visione contestata dai più e che, per alcuni Paesi, può risultare svantaggiosa.

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