Dollaro inverte la rotta e torna al rialzo

Il dollaro ha chiuso la scorsa settimana al rialzo, invertendo la rotta che era stata maturata quindici giorni prima: le due precedenti settimane avevano infatti mostrato un calo che aveva solo parzialmente incrinato le impressioni di solidità della strada di crescita della valuta verde.

Ad ogni modo, tornando al presente, l’impennata del dollaro è derivata da una serie di elementi su cui spicca la pubblicazione dei dati sull’inflazione di venerdì scorso, che hanno sorpreso verso l’alto gli analisti. Ne è conseguito che, come intuibile, il biglietto verde ha beneficiato di tale sorpresa aprendo una strada di salita dalla lunghezza aleatoria, visto e considerato che lo scenario di mercato presenta ancora molti elementi di incertezza. Ne deriva che se – come sembra – le condizioni di mercato non dovessero migliorare con stabilità, anche in presenza di dati USA positivi in corso di pubblicazione, un rialzo dei tassi della Federal Reserve a marzo resterebbe poco probabile. A nostro giudizio, la Fed non toccherà i tassi di riferimento, aspettando consigli a tempi più miti.

Per saperne di più non possiamo tuttavia che segnare in calendario l’ondata di pubblicazioni in corso: la settimana propone infatti diversi dati a stelle e strisce, come quelli della vendite delle case e quelli della fiducia dei consumatori; più avanti, ma sempre in settimana, saranno poi pubblicati i dati sugli ordini di durevoli. Da non sottovalutare anche la pubblicazione di molti discorsi Fed, a partire da quello di Fischer, dai quali potrebbe intuirsi qualcosa.

Di contro, l’euro ha chiuso la settimana passata in calo, scendendo da 1,12 a 1,10 EUR/USD. Si tratta di un movimento significativo ma, comunque, abbastanza limitato, oltre che confortato dalla pubblicazione deludente dei dati PMI dell’area euro, che a febbraio hanno mostrato un calo più ampio delle attese. Il cambio ha corretto scendendo ancora rispetto alla chiusura di venerdì.

Gli spunti più significativi per poter orientare i cambi potrebbero ora giungere da sorprese importanti sui dati USA o da delusioni importanti dall’area euro. In questo secondo caso, dopo la pubblicazione dei deludenti dati PMI, gli elementi informativi più rilevanti dell’area sono quelli derivanti dalla pubblicazione dell’IFO tedesco, e – successivamente – la fiducia dei consumatori francese, quella tedesca e infine l’indice di fiducia aggregato dell’area.

Non rimane dunque che vivere insieme questa settimana di passione sul fronte dell’analisi fondamentale, e aggiornare – quotidianamente – i vari dati macro in corso di diramazione.

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