Italia, stipendi ancora fermi a fine 2016

Gli stipendi degli italiani? Alla fine del 2016 non si sono praticamente mossi, confermando la stabilità di breve storia di un dato ritenuto molto importante per poter influenzare l’evoluzione dei consumi e delle vendite. Stando a quanto afferma l’Istituto nazionale di statistica, infatti, nel corso del mese di dicembre, le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme per il secondo mese consecutivo (e per il quinto mese degli ultimi sei mesi). Su base annua le paghe orarie sono anch’esse invariate a 0,4 per cento (un minimo storico da quando sono disponibili le serie). Nel mese, gli unici apprezzabili aumenti hanno riguardato contratti dal peso troppo ridotto per avere un impatto rilevante sull’indice generale (+2,1 per cento per quanto concerne le retribuzioni contrattuali dei lavoratori che operano nel settore del cemento, calce e gesso e +1,1 per cento per quanto riguarda invece le retribuzioni contrattuali dei lavoratori che operano nei servizi portuali).

Su base annua, solamente gli alimentari mostrano un incremento superiore all’1 per cento (1,8 per cento), seguiti dal commercio (1 per cento), mentre restano ferme le retribuzioni in diversi settori privati (estrazioni minerali; legno, carta e stampa; energia e petroli; chimiche; metalmeccanica; energia elettrica e gas; servizi di informazione e comunicazione; telecomunicazioni), oltre che in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

A questo punto, in assenza di rinnovi contrattuali (peraltro attesi dal 35 per cento dei contratti nel settore privato, oltre che dai lavoratori che appartengono alle strutture della pubblica amministrazione), è molto probabile che la dinamica delle paghe orarie possa rimanere su livelli minimi storici anche in questa prima parte del 2017, avvicinandosi ulteriormente allo zero nei prossimi mesi. Quel che è peggio è che la risalita in corso dell’inflazione intaccherà il potere d’acquisto delle famiglie: i salari reali sono tornati in negativo già a dicembre (per la prima volta da quasi quattro anni), e tale tendenza è destinata ad accentuarsi nei primi mesi del 2017.

Più in avanti, riteniamo comunque che il 2017 possa rappresentare il momento giusto per poter sbloccare alcuni importanti contratti dei lavoratori dei settori pubblici e privati, e che pertanto il dato possa subire delle positive evoluzioni, soprattutto nella seconda parte dell’anno. Vedremo dunque che cosa accadrà sul fronte delle contrattazioni nei prossimi mesi, e quali saranno gli effetti (attesi e sperati) sul fronte del livello medio delle retribuzioni contrattuali, e non solo.

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