Settimana Forex, chiusura dati macro dopo le novità BCE

Dopo le notizie relative alle modifiche strutturali del programma di quantitative easing, allungato a dicembre 2017 con variazione del volume di acquisto titoli da 80 a 60 miliardi di euro, è la volta di una conclusione di settimana piuttosto tiepida per quanto concerne il calendario macro economico dell’area euro e dell’area dollaro.

In Francia, in particolare, domani la produzione industriale a ottobre è attesa tornare a crescere, con stime per +0,6 per cento mese su mese da -1,1 per cento mese su mese. Nel mese, le indagini di fiducia nel manifatturiero sono state incoraggianti e puntavano ad un aumento dell’attività. La produzione di energia dovrebbe crescere nel mese a causa del netto calo della temperatura, che è anche di circa un grado inferiore alla media stagionale. Il calo della produzione d’energia elettrica di origine nucleare, causata dalla chiusura a rotazione degli impianti per ragioni di sicurezza, è stata compensata dalla produzione a combustibile fossile. Se confermata, la variazione annua passerebbe a – 1,0 per cento da -1,1 per cento. La produzione industriale risulterebbe in rotta per un aumento di 0,6 per cento trimestre su trimestre nell’ultimo trimestre (dopo il calo di -0,1 per cento trimestre su trimestre precedente). L’industria contribuirebbe perciò per circa un decimo alla formazione del PIL.

Negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (prel.) dovrebbe aumentare a 94,1 punti da 93,8 punti di novembre e consolidare il livello elevato toccato dopo le elezioni. Il costante rialzo dei mercati azionari, l’andamento positivo del mercato del lavoro e le prospettive di riduzione delle imposte contribuiranno a mantenere la fiducia sui livelli dell’ultimo anno, che non si vedevano dal 2007.

Ad ogni modo, anche negli Stati Uniti il focus si sta gradualmente dirigendo nei confronti di quanto deciderà la Federal Reserve nel corso della riunione della prossima settimana (14 dicembre) del FOMC. A distanza di un anno esatto dalla sua ultima scelta in tale direzione, infatti, il Comitato dovrebbe finalmente deliberare un incremento dei tassi di interesse di riferimento nella misura di 25 punti base, fornendo agli analisti e a tutti gli interessati un quadro previsionale di quel che potrebbe accadere nel corso del 2017.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *